martedì 27 ottobre 2009

PRIMARIE: UN GRANDE SUCCESSO!!!

Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. L'ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Prodi, già vincitore tra gli iscritti del Pd, ha conquistato anche il voto degli elettori delle primarie, sconfiggendo Dario Franceschini, segretario uscente, e Ignazio Marino. E' stato lo stesso Franceschini ad ammettere la sconfitta e ad annunciare per primo la vittoria di Bersani."Il dato politico è che la scelta dei nostri elettori è stata quella di eleggere Pier Luigi Bersani segretario del Pd", ha dichiarato in tarda serata il segretario uscente.Quindici minuti dopo la mezzanotte è arrivato anche il dato sull'affluenza alle urne. "A quest'ora hanno partecipato sicuramente tre milioni di persone", ha fatto sapere Maurizio Migliavacca, coordinatore organizzativo del Partito Democratico.Il primo commento di Pier Luigi Bersani è arrivato sul social network Twitter. "Dentro la vittoria di tutti c'è anche la mia", ha scritto Bersani. Poco dopo, nella prima conferenza stampa da segretario, Bersani ha spiegato che il Pd "sarà un partito senza padroni, non di un uomo solo. Farò il leader a modo mio, ma il Pd non sarà di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti e questa sarà la chiave del mio lavoro"."Preferisco - ha continuato Bersani - che il Pd si definisca un partito dell'alternativa piuttosto che dell'opposizione, perché l'alternativa comprende anche l'opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla".Inevitabile un commento sui dati dell'affluenza alle urne, vicini a quelli delle primarie del 2007, quando vinse Walter Veltroni. In quell'occasione, a partecipare alle primarie furono in 3 milioni e mezzo. Questa volta, a recarsi alle urne sono state circa 3 milioni di persone, un dato che ha superato le aspettative dei tre candidati, che avevano previsto il voto di 2 milioni, 2 milioni e mezzo di persone."Tre milioni di persone sono una grande prova di democrazia. Tre milioni di persone che hanno pagato due euro a testa per partecipare alle primarie sono un grande risultato", ha commentato Bersani.

domenica 6 settembre 2009

DOPOSCUOLA PER I RAGAZZI DI PAULARO

Su proposta del consigliere D’Avolio , delegato all’istruzione, il Comune di Paularo per il prossimo anno scolastico intende promuovere, d’intesa con l’Istituto comprensivo, un doposcuola nelle giornate in cui non c’è “rientro” pomeridiano. Il servizio andrebbe incontro innanzitutto a quelle famiglie i cui genitori lavorano entrambi, ma è aperto a tutti. Nella prima riunione svoltasi a giugno, sono sorte delle incomprensioni, che si ritiene possano essere chiarite all’inizio del nuovo anno. Per il momento il numero delle adesioni è basso, per cui si attende la verifica di settembre. Come si diceva, la precedenza verrà data a coloro che non possono seguire i propri figli nello svolgimento dei compiti domestici; se ci saranno sufficienti adesioni (almeno 10 per gruppo sia delle elementari che delle medie) si potrebbe affidare il servizio a una cooperativa di educatori, che dia adeguate garanzie sul personale impiegato. Poiché in alcuni pomeriggi durante l’anno si svolgono attività parascolastiche, organizzate dalla Scuola,(corso di intaglio, corso di guida ecologica, “recuperi”) i genitori potranno decidere se far partecipare i propri figli alle suddette attività o lasciarli con gli educatori. Il monte ore complessivo per l’intero anno sarebbe di circa 300 ore, entro le quali non sono escluse attività di animazione o la frequenza ai suddetti corsi della Scuola, che occupano un tempo limitato (dalle 30 alle 60 ore annuali).

In settembre verrà convocata una seconda riunione per definire tempi e modalità del servizio, per il quale sarà comunque previsto un contributo da parte delle famiglie

lunedì 31 agosto 2009

COMUNITA' MONTANA

A chi interessa che chiudano la Comunità montana della Carnia? A vedere le reazioni che appaiono sulla stampa, sembra semplicemente una questione tra Sindaci, quelli favorevoli e quelli contrari (la maggioranza) Forse non si presta molta attenzione al ruolo che questo Ente ha svolto e sta svolgendo da anni, indipendentemente dalle maggioranze politiche che l’hanno governato. La Carnia è composta da 28 Comuni di piccole e piccolissime dimensioni. Pensare che questi piccoli comuni possano gestire da soli le immense problematiche della montagna è illusorio, ma è diventato sempre più difficile garantire servizi adeguati per i cittadini, se si resta isolati. Ecco perché subito dopo la guerra uomini illuminati come Gortani, Lepre, Marchetti e altri, forti dell’esperienza della Repubblica libera della Carnia durante la Resistenza con capitale Ampezzo, fondarono la Comunità carnica, che comprendeva non solo la Carnia, ma anche la ValCanale e il Canal del Ferro fino a Tarvisio. Poi venne la legge nazionale 1102/71 che istituì in tutta Italia le Comunità montane.

Ora a 35 anni dalla fondazione della C.M. qualcuno (tra cui il Presidente regionale Tondo e la Lega) propongono di abolirle. Per sostituirle come? Non si sa. Intanto lo stesso Tondo riconosce che senza le C.M. si rischia di perdere i finanziamenti europei, per cui è meglio per il momento commissariarle. Niente più Consiglio dei Sindaci, ma un “governatore” nominato dall’alto, un funzionario dipendente dalla Regione. Si dice che in questo modo si risparmierà. Non si dice che le spese per gli organismi comunitari costano metà di un Consigliere regionale; vedremo quanto si spenderà con il Commissario. Ci si dimentica di dire che la Comunità montana della Carnia ha saputo costruirsi in questi anni un patrimonio di 40 milioni di Euro, con il cui ricavato è autosufficiente. Vogliono sopprimere non le strutture o gli impiegati delle Comunità (che non possono essere “soppressi”; al massimo possono passare alle dipendenze di un altro Ente, la Provincia o altri organismi da creare), bensì gli organi democratici come il Consiglio e la Giunta, espressione dei Comuni. E’ una operazione “centralistica e antifederale” secondo la dichiarazione dello stesso Tondo; si dimentica che 5 anni fa il 75% dei carnici votò per la Provincia dell’Alto Friuli, che non passò per l’opposizione del gemonese soprattutto.

E intanto sopravviveranno i molteplici enti creati in questi anni per limitare l’azione della Comunità e per sistemare i propri “amici” (Cosint, Euroleader, ERSA, BIM, Agemont, ATER, Consorzi vari) per non parlare della Provincia, che durante le elezioni il centro-destra aveva promesso di eliminare

La popolazione forse conosce poco dell’attività di questo Ente, dall’energia (centraline, impianti a biomasse e fotovoltaici) alla sistemazione idrogeologica, alla cultura (vedi Carnia Musei) e alla gestione associata di molti servizi per conto dei Comuni, ma siamo sicuri che, come succede spesso, ci si rende conto di cosa perderemo quando non avremo più la Comunità.

Siamo ancora in tempo per fermare la “scure” centralizzatrice della Regione avviando una razionalizzazione degli Enti che operano in montagna e a vantaggio dei cittadini della montagna.

lunedì 3 agosto 2009

NON MANCARE!!!!

DIAMO UN FUTURO ALLA SPERANZA

LA CARNIA NON TACE

Il commissariamento della Comunità montana della Carnia da parte della Giunta regionale (Presidente Tondo) in vista di una sua soppressione è un insulto alla democrazia di un popolo, che ha fatto della autonomia e dell’autodeterminazione una sua bandiera sin dalla Repubblica libera del 1944 e ancora prima.

Non accettiamo che un proconsole mandato da Trieste decida per noi.

Rispondiamo pacificamente a questa sfida per la DIGNITA’ DELLA CARNIA con un

GIRO…..TONDO

GIOVEDI’ 6 AGOSTO 2009

Alle ore 18

Nel piazzale della Comunità montana in

Via Carnia Libera 1944

mercoledì 17 giugno 2009

UNO, TRINO..... +5



Mai fidarsi di chi troppo calorosamente Vi saluta, cari amici che leggete il Ns blog, mai!!!
Dietro questo malcelato tentativi di imbonimento ci sta sempre una richiesta, più o meno nascosta tra le righe, oppure, nascosta da un presunto rispetto delle Vostre idee!!!
Solitamente compaiono dopo qualche anno di silenzio cercando di raccontarci ogni minima cosa fatta in questo periodo, amplificando il lavoro svolto come se avvessero rimesso a nuovo non solo un paese ma il mondo intero. 
Ma la cosa piu preoccupante che non parlano e non parleranno mai di lavoro di gruppo, esistendo per loro solamente la prima persona singolare,o al limite citando qualche collaboratore o collega che ritengono di poco conto e la cui concorrenza non li preoccupa.
Ringraziamo quindi sentitamente chi in periodo elettorale ci propina tutte le solite trite e ritrite locandine, santini e lettere, ma altrettanto sentitamente gli diciamo che non vogliamo esser considerati solamente in questo periodo, vogliamo esser informati sempre ed in maniera esauriente, senza tanti giri di parole e senza quel continuo uso dei quotidiani in cui troppe cose vengono omesse per far apparire il paese diverso, il paese nuovo.
Noi, quindi, scegliamo il rinnovamento, scegliamo un nuovo modo di far politica nella quale non conta il dove sei seduto ma conta il quanto fai per il paese, ma soprattutto quanto fai per TUTTO QUANTO IL PAESE....... INDISTINTAMENTE!!!! 

VERGOGNA!!!

Una giornata tipo. Il solito caldo asfissiante nelle città. Il tran tran quotidiano delle persone che vanno a lavoro. Poco importa se accanto a scene di ordinaria abitudine, a Napoli, la camorra spara in mezzo alle strade uccidendo un ragazzo e se, a Roma, sfilano un migliaio di terremotati che protestano, senza alcun colore “politico”, per la mancanza di aiuti concreti per la ricostruzione dell'Abruzzo.

Cosa accomuna due eventi così distanti e allo stesso tempo drammatici? L'indifferenza. Totale. I giornali e i telegiornali – soprattutto il Tg1 – trattano l'argomento con distacco dandogli poca importanza. La notizia è Berlusconi da Obama, gli abbracci e i saluti. L'altra notizia è screditare sia “la Repubblica”, sia la rabbia dei magistrati davanti alla legge sulle intercettazioni che elimina uno strumento fondamentale per la lotta contro la criminalità come lo dimostrano i recenti arresti dei fiancheggiatori del boss mafioso Matteo Messina Denaro.

La situazione non cambia se il ragazzo ucciso e non soccorso da nessuno era rom. Poteva essere svizzero, italiano, albanese. Non cambia se tra gli abruzzesi che erano al sit-in davanti al Parlamento ci fossero anche persone anziane che ora non hanno più nulla e dormono ancora in tenda. 

Cambia tutto se si ha il fegato di guardare queste due tragedie con gli occhi del signore con la camicia rosa che continua a cercare di obliterare il biglietto della metropolitana, infastidito degli schiamazzi da un lato e delle richieste di aiuto del ragazzo ferito a morte e della sua compagna in preda al panico. E la stessa cosa è valida se si leggono le pagine de “Il Giornale” - di proprietà Berlusconi – che definisce 4 gatti le persone che protestano a Montecitorio.

Sembra davvero che la parola d'ordine sia “chissenefrega”. La crisi non c'è, in Abruzzo stanno tutti bene e vivono in villa come il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente – articolo di prima pagina sempre de Il Giornale ndr -, Obama ama Berlusconi perché senza il suo apporto non saprebbe dove piazzare 3 detenuti di Guantanamo, il Pd vive di soli conflitti interni e le intercettazioni servono solo a scoprire tradimenti tra mogli e mariti.

La speranza è che ci si svegli da questo lungo torpore che confonde la vista e l'udito di molti italiani. Che non si legga che la sparatoria napoletana sia la conseguenza della mala-amministrazione del centrosinistra a Napoli. Che non si legga, poi, che a L'Aquila le case saranno pronte già da domani perché oggi, stranamente, Berlusconi di ritorno a Washington farà una visita nel capoluogo abruzzese. 

"Per le popolazioni de L'Aquila e dell'Abruzzo sono stati presi impegni precisi in gran parte disattesi nel provvedimento legislativo in discussione alla Camera''. Per il segretario del Pd,Dario Franceschini, sono le promesse mancate la ragione che ha portato alcuni sindaci e abitanti delle aree colpite dal terremoto a promuovere un sit-in di protesta davanti a Montecitorio. Secondo Franceschini non è pensabile che si possa calare una cappa di silenzio sulla loro voce e sulle loro aspettative: "Di sicuro non è corretto. E il nostro dovere è controllare che gli impegni vengano rispettati". Il problema, a giudizio di Franceschini, è che l'attenzione che c'era per il terremoto “prima delle elezioni ora non c'è più. Il governo ascolti la voce degli abitanti e di sindaci dell'Abruzzo che vivono sulla loro pelle le conseguenze del terremoto". 

Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, ha partecipato al sit-in e espresso la propria solidarietà ai manifestanti: "Non sono più venuta in Abruzzo perché in campagna elettorale non volevo strumentalizzare le vostre difficoltà. E' finito il tempo delle passerelle e della false promesse. Il governo deve mettere risorse vere per la ricostruzione e dare certezze a tutti sul futuro dell'Aquila e di tutti gli altri centri colpiti dal terremoto. Avete pienamente ragione e sarebbe una vergogna se anche in questo caso il governo decidesse di porre la fiducia, rifiutando di accogliere le vostre richieste e di cambiare il decreto legge".

“Il governo Berlusconi tratta le migliaia di cittadini terremotati come sudditi a cui elargire delle graziose concessioni. Ricevere quanto necessario per ricostruire le proprie case è invece un diritto". Lo ha dichiarato il senatore Roberto Della Seta, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, a margine del sit-in di promosso dai Comitati dei cittadini abruzzesi per la ricostruzione che chiedono al Governo certezze sulla ricostruzione. 
“Il decreto legge in discussione al Senato – ha continuato Della Seta - sebbene sia stato migliorato in alcuni punti col contributo fondamentale del Pd, rimane costellato di buchi neri e voragini, non prevedendo risorse certe e definite. Il governo Berlusconi ha promesso molto ma si rifiuta di inserire nel decreto impegni vincolanti. Per ricostruire le case, comprese quelle dei non residenti, per far ripartire le piccole e medie imprese, per sostenere il turismo, ci vogliono soldi veri e da subito”. 
“Non è accettabile inoltre che il governo estrometta i comuni, per tutto il periodo della ricostruzione, dalle scelte che riguardano il futuro dell’Aquila e degli altri comuni terremotati: passata la prima fase dell’emergenza la ricostruzione deve essere gestita dalle istituzioni territoriali democraticamente elette”. 

Al posto delle intercettazioni si metta invece definitivamente al bando l'indifferenza, l'ipocrisia e le strumentalizzazioni. Che le promesse diventino realtà e che finiscano le passerelle a L'Aquila. Ma da domani, oggi c'è quella del premier.

giovedì 4 giugno 2009

6-7 GIUGNO: VOTA SERRACCHIANI !!!


PER UN FRIULI PROTAGONISTA IN EUROPA.

SULLA SCHEDA MARRONE ACCANTO AL SIMBOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO SCRIVI: SERRACCHIANI